THE BRUTALIST
mer 30 apr 15.30 – 20.30
Ingresso obbligatorio con tessera ARCI

di Brady Corbet, Mona Fastvold
con Adrien Brody, Felicity Jones, Guy Pearce
Gran Bretagna 2024, 215′
Leone d’argento per la regia a Venezia 2024; 10 nomination agli Oscar
Fuggendo dall’Europa del dopoguerra, l’architetto visionario László Toth arriva in America con l’obiettivo di ricostruire la sua vita, il suo lavoro e il suo matrimonio con la moglie Erzsébet, dopo essere stati separati durante la guerra a causa di confini mutevoli e regimi oppressivi. Da solo in un paese sconosciuto, László si stabilisce in Pennsylvania, dove il ricco e influente industriale Harrison Lee Van Buren riconosce il suo talento nell’arte di costruire. Ma potere e eredità hanno un prezzo molto alto…
Girato in 70mm per 215 minuti di durata (con un intervallo di un quarto d’ora), “The Brutalist” è un’opera-monstre per proporzioni e ambizioni, che ha richiesto dieci anni di lavorazione prima di essere portata a termine dai suoi autori, Brady Corbet e Mona Fastvold.
«Abbiamo sempre avuto curiosità e interesse per l’architettura, soprattutto per come si lega alla realizzazione di un film. Ci sono forme di espressione artistica che richiedono una partecipazione straordinaria di altre persone, collaborazione e molti soldi. Anche se questo è un film relativamente economico, è stato difficile raccogliere i fondi. Dovevamo trovare un modo per farlo funzionare con molta astuzia. È anche così che sono stati realizzati molti dei nostri film preferiti. Opere come “Metropolis” non avevano risorse enormi, eppure sembrano assolutamente maestosi. Il brutalismo sembrava l’allegoria visiva corretta per esplorare il trauma post-bellico perché è uno stile di architettura che è nato negli anni ’50 e si trova molto in dialogo con il periodo precedente delle due guerre mondiali. Ovviamente, il brutalismo è anche incredibilmente cinematografico. Lavori con la luce, usando il minimalismo e il massimalismo in un certo modo, per guidare l’occhio verso qualcosa di molto specifico. L’intero film riguarda la rivendicazione: rivendicare il proprio corpo fisico e la propria carriera dopo che tutto è crollato. Rivendicare il trauma della coppia e l’edificio come manifestazione fisica di ciò che portano dentro di sé. Volevamo usare il melodramma di Douglas Sirk per esplorare temi che Sirk non aveva potuto esplorare. Pensiamo sempre a come, in termini di tradizione cinematografica, possiamo portare quella torcia un po’ più avanti, perché fondamentalmente è tutto ciò che puoi fare nella vita».
(Brady Corbet, Mona Fastvold)
Potete acquistare i biglietti in sala prima degli spettacoli oppure in prevendita su: https://www.liveticket.it/nuovofilmstudio